Un rappresentanza di Ascoli durante un Cleaning di Retake Milano

Venerdì 10 Aprile presso i giardini pubblici Indro Montanelli di Milano si è svolta una bellissima iniziativa antidegrado in occasione della tappa di Milano Marathon.

Con lo slogan “Corri meglio in una città pulita”, gli organizzatori della manifestazione, i volontari di Retake Milano e di Linkedin Italia, hanno unito le loro forze per ripristinare il decoro lungo il percorso di Milano Marathon.

Armati di prodotti antigraffiti, guanti, pennelli e raschietti, i volontari hanno rimosso graffiti, e adesivi, su pali della luce, bacheche informative, panchine e cestini.

Durante l’iniziativa antidegrado, era presente il Presidente di Ascoli da Vivere Giuseppe Cinti, che oltre a partecipare attivamente alle azioni di pulizia, ha avuto modo di rinsaldare l’amicizia e la condivisione di progetti antidegrado futuri con il Presidente di Retake Milano, Andrea Amato.

Vandali – Incontro con Stella

Il COORDINAMENTO ANTIDEGRADO di ASCOLI in collaborazione con Rinascita e Cittadinanza Attiva

organizza la presentazione del libro Mercoledì 4 Maggio ore 18,00 presso la Sala Marco Scatasta a Piazza Roma – Ascoli Piceno

“Vandali – L’assalto alle bellezze d’Italia” di Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo

Sarà presente Gian Antonio Stella

IL LIBRO • Il tempio di Apollo a Selinunte ingabbiato per undici anni dalle impalcature perché nessuno le smonta. La campagna veneta di Palladio e del Giorgione “intossicata, sconquassata, rosicchiata, castrata”, come dice il poeta Andrea Zanzotto, da un caos di villette, ipermercati e capannoni. I mosaici di Pompei che si sgretolano perché l’ultimo mosaicista è in pensione da un decennio mentre il commissario compra mille bottiglie di vino “pompeiano” da 55 euro e ne spende 103mila per censire 55 cani randagi. La tenuta agricola di Cavour tra le risaie vercellesi cannibalizzata dai teppisti. L’inestimabile villaggio preistorico di Nola affogato nell’acqua perché la pompa non funziona. La tracotanza di un abusivismo che, di condono in condono, è salito a 4 milioni e mezzo di alloggi nei quali vivono undici milioni di italiani. Le uniche ricchezze che abbiamo, il paesaggio, i siti archeologici, i musei, i borghi medievali, la bellezza, sono sotto attacco. Un incubo culturale, un’angoscia economica. Eravamo i primi al mondo nel turismo: siamo precipitati per competitività al 28° posto. E il portale italia.it, costato milioni di euro, è 184.594° fra i siti web più visitati del pianeta. Una classe dirigente seria sarebbe allarmatissima. La nostra no. Anzi, la cattiva politica è tutta concentrata su se stessa. E si tiene stretti tutti i privilegi. Le sole auto blu costano due volte e mezzo l’intero stanziamento per i Beni culturali, dimezzato in 10 anni. La serrata denuncia di uno scempio.

Roma, writers bloccano e imbrattano un treno

 

Il treno, partito da Termini e diretto a Pantano, bloccato da un uomo che ha tirato il freno e fra i palazzi di Ponte Casilino sono spuntati una decina di writers incappucciati e armati di bastoni che hanno realizzato la loro “opera d’arte” con lo spray Strumenti utili Carattere Per salvare l’articolo è necessario effettuare il login Salva l’articolo Invia a un amico Stampa Rss Condividi su Facebook Condividi su Twitter Commenti Condividi la tua opinione con gli altri lettori de ilGiornale.it Leggi tutti i commenti Log in / Registrati alla community e lascia il tuo commento aiuto Roma – Agguato di writers, nella capitale, a bordo di un treno, nella tratta fra Roma Termini e Giardinetti. Alle 5.46, un uomo a bordo del convoglio ha azionato il freno di emergenza, bloccando il treno. Nello stesso momento un gruppo di almeno dieci persone, munite di bombolette spray, incappucciate e armate di bastone, hanno imbrattato il treno e minacciato il personale, dandosi poi alla fuga. Solo a quel punto, il macchinista è ripartito, per non interrompere il servizio.

 L’episodio è avvenuto a ponte Casilino, nei pressi del Pigneto. Nessuna rivendicazione per ora sul classico “estro” dei graffitari espresso in vernice con sigle e firme dai colori sgargianti che ha “colpito” le fiancate di tre vagoni del trenino dell’Atac.

Il metodo usato, secondo i carabinieri che indagano sul blitz, è inedito. Non era mai accaduto prima nella capitale, spiega il capitano Domenico Albanese del comando della stazione Centocelle, che un treno in corsa fosse addirittura fermato per essere accerchiato da un gruppo di giovani grafittari. Secondo gli inquirenti non vi sarebbe alcun indizio che possa far ricondurre l’ episodio a proteste specifiche, come quella degli studenti, o a manifestazioni di matrice politica.

 L’Atac, dal canto suo, sporgerà denuncia contro ignoti per danneggiamenti. Sulle fiancate dei tre vagoni sono state scritte, in vernice nera, celeste e fucsia, ‘Diablo e Diore’, ‘Rv-Crew’, ‘Pvocar’ e ‘Back-jump’: tutte all’ attenzione degli investigatori che intendono accertare se vi siano sigle analoghe in altre zone della città. Il treno, partito da Termini e diretto a Pantano, è stato bloccato da un uomo sulla quarantina scappato appena le porte si sono aperte.

E’ a questo punto che, fra i palazzi di Ponte Casilino, sono spuntati una decina di writers, coi volti coperti da sciarpe e cappelli di lana: qualcuno aveva un bastone, usato come deterrente per poter svolgere l’azione rapidamente e senza ostacoli.

Il blitz è durato in tutto cinque minuti e i writers si sono dileguati.

fonte:ilgiornale.it

Contro incurie e degrado la denuncia si fa al cellulare

Sull’esempio degli Stati Uniti, sono molte le risorse per creare un filo diretto tra cittadini e amministrazione. Di fronte a buche o rifiuti abbandonati, si fa una foto, si “tagga” e via: la segnalazione arriva direttamente all’ufficio competente di GIULIA BELARDELLI

Applicazioni che consentono di denunciare in diretta qualsiasi tipo di incuria o disservizio, dalle buche stradali ai rifiuti abbandonati. Ma anche social network pensati per rendere le città più vivibili, segnalando, ad esempio, tratti stradali poco sicuri o sistemi di illuminazione carenti. Dagli Stati Uniti all’Olanda, sono tantissime le città che negli ultimi anni hanno scelto di adottare gli strumenti del web 2.0 per creare un filo diretto tra cittadini e amministrazioni pubbliche. Il concetto è molto semplice: si vede qualcosa che non va, lo si fotografa e lo si “tagga” (così da localizzare geograficamente il “problema”); poi si invia la segnalazione tramite un sistema automatizzato. In alcuni casi, la tecnologia che supporta queste apps – il Geographic Information System (GIS) – è stata integrata con i sistemi di gestione del lavoro nei singoli uffici. La denuncia, dunque, inviata tramite computer o via smartphone, arriva direttamente a chi di competenza, senza il rischio del classico scarica-barile. Ciò che da noi sembra ancora surreale, in molte città statunitensi e in altre parti del mondo ha già preso il via. Ecco qualche spunto per sollecitare il senso civico da una parte, e la prontezza delle risposte dall’altro.

Nuovi modi di monitorare il territorio. Alla base delle applicazioni di “engagement” dei cittadini c’è un sistema in uso ormai da alcuni decenni, il Geographic Information System. Adottato anche in Italia

a partire dagli anni ’90, si tratta di un sistema informativo computerizzato che permette di acquisire, registrare e analizzare informazioni derivanti da dati geografici. La particolarità di questi software GIS consiste nell’associare una varietà di elementi (come grafici, serie statistiche, immagini fisse e in movimento, file audio e così via) a una specifica unità territoriale, facendone una sorta di fotografia ai raggi X. Lo scopo è quello di fornire a enti locali, regioni, province e comuni gli strumenti necessari per conoscere più a fondo il territorio e migliorare la qualità degli interventi. E’ qui che entra in gioco il “patto” con i cittadini: negli ultimi tempi, infatti, sono spuntate diverse idee per integrare questi strumenti con applicazioni web e mobile pensate per ottimizzare il passaggio dalla segnalazione all’intervento. Così facendo, si crea un circolo virtuoso in cui i dati sono a disposizione di tutti, i cittadini possono presentare i loro esposti in via telematica e chi è chiamato a rispondere non può evadere dalle sue responsabilità. L’esempio più eclatante, in questo senso, è un esperimento che sta riguardando alcune città americane.

CitySourced, l’occhio del cittadino. Partito nella città californiana di San Jose un anno fa, questo strumento di comunicazione diretta cittadino-amministrazione si sta rapidamente espandendo, al punto da aver raggiunto accordi con altre diciannove metropoli, fra cui San Francisco e Los Angeles. Il meccanismo funziona più o meno così: grazie a una semplice applicazione per smartphone, è possibile in qualsiasi momento denunciare con una foto quello che non va in città, dalle buche in strada ai graffiti, dalle macchine parcheggiate in divieto di sosta ai rifiuti ingombranti abbandonati sui marciapiedi. Il sistema aggiunge poi automaticamente le informazioni geografiche dell’esposto (tramite il Gps) e invia la segnalazione all’ufficio di competenza. Il cittadino può anche seguire gli sviluppi della propria denuncia per vedere se il problema è stato risolto o meno. “E’ un sistema doppiamente efficiente”, ha spiegato uno dei dirigenti di CitySourced 1. “Da un lato tutti gli abitanti possono riportare un problema con estrema facilità, dall’altro gli uffici competenti hanno la possibilità – e il dovere – di rispondere con più efficienza e tempestività”.

Altre applicazioni. In questa lotta al degrado, la app californiana non è sola: negli Usa, per snellire il 311 (il Centro Servizi per il Cittadino) sono nati diversi strumenti con funzionalità simili, da SeeClickFix 2 a Citizens Connect 3. Se il primo, come recita il nome, funziona in tre parole (vedi, clicca, ripara), il secondo si propone di aiutare la popolazione a rendere più belli i quartieri, curandosi non solo delle emergenze o di ciò che accade nel proprio giardino. Ma il trend non è limitato alla nazione statunitense: FixMyStreet 4 nel Regno Unito vanta una media di oltre mille denunce a settimana, quattrocento delle quali approdano a una risoluzione; l’australiana Neat Streets 5 per ogni problema emerso riporta anche come e quando gli uffici competenti vogliono risolverlo, mentre la tedesca Mark a Spot 6, oltre a smascherare le situazioni di degrado, offre la possibilità di segnalare barriere architettoniche per i disabili.

L’engagement cittadino-amministrazione. A decretare il successo di questi strumenti tra i cittadini non sono soltanto la facilità e l’immediatezza comunicativa offerte dalle nuove tecnologie. Serve infatti la presenza di un’amministrazione capace di rispondere ai problemi, anche perché una volta che ci si espone così non è facile tornare indietro. Come sostengono i creatori di SeeClickFix, “il cittadino che vede le proprie denunce risolte si sente molto più legato alla sua comunità ed è dunque più propenso a esporne i problemi. E’ un meccanismo che si autoalimenta”. E se l’amministrazione si dovesse girare dall’altra parte? Per far fronte a questa eventualità, diversi strumenti chiamano in causa la funzione watchdog dei media: giornali, radio e televisioni locali ricevono a loro volta le segnalazioni fatte dagli utenti, così da poter dare maggiore visibilità alle situazioni di incuria e degrado.

L’India contro il traffico. Un esempio curioso del senso civico e della voglia di riscatto che può nascere (anche) attraverso i social netework è il caso della polizia di Nuova Delhi. Subito dopo la sua comparsa su Facebook, nel giugno scorso, il wall delle forze dell’ordine indiane 7 è stato sommerso da migliaia di foto-denunce di infrazioni stradali e illeciti di varia natura. Quando possibile, sono scattate anche delle multe, con picchi mai raggiunti in quella che è considerata una delle città più caotiche al mondo. Oggi la pagina conta quasi quarantamila fan, che ogni giorno possono denunciare infrazioni al codice della strada, macchine abbandonate e problemi al manto stradale. La polizia prova a rispondere a ogni post, ringraziando della collaborazione e promettendo interventi rapidi.

Il Twitter per città più sicure. Come fare, invece, quando si vuole segnalare la presenza di un angolo buio o di una zona che incute timore? Per far fronte a questa necessità, diverse università inglesi stanno lavorando a VoiceYourView 8 una piattaforma in stile Twitter dove ogni cittadino può esprimere le proprie impressioni sull’ambiente che lo circonda, contribuendo alla costruzione di “mappe del timore” che possono poi essere usate dall’amministrazione per apportare migliorie. “Ora solo poche persone danno voce alle loro preoccupazioni”, ha spiegato Jon Whittle, docente della Lancaster University. “Con questo strumento vorremmo raggiungere ogni cittadino, perché tutti hanno un parere o un’esperienza utile da raccontare per avere delle città più sicure e funzionali”.

fonte:www.foianoinpiazza.it

Fontane abbandonate in centro

 

Vandali in azione, i cittadini chiedono l’intervento dell’amministrazione

Ascoli Le due fontane, collocate nel cuore della città – a parere di molti ascolani – anche se non più zampillanti, poiché costituiscono un bene pubblico, legate alla storia della città ed ai ricordi di centinaia di anziani, dovrebbero essere sottratte al degrado e quindi restaurate, se non altro per una questione di puro decoro. Alcuni ascolani ricordano con nostalgia le giornate trascorse nei giardini pubblici a giocare con i compagni d’infanzia, lo scricchiolio dei sassi sul sentiero che portava alla fontana, i guizzi dei pesci rossi, quando erano molestati a causa del lancio dei sassolini.

In passato, infatti, il parco, molto più ampio di quello attuale, rappresentava un accogliente luogo di pace e di verde, caratterizzato da spazi fioriti, una vasca zampillante piena di pesci ed un grande chalet. Le due costruzioni, progettate come vasche con fontane zampillanti e pesciolini rossi, si trovano rispettivamente: quella rotonda nei giardini pubblici, davanti al campo Squarcia, mentre l’altra, a forma di quadrifoglio, nel lato sud-ovest del giardinetto situato nella parte alta di viale De Gasperi. L’idea era stata accolta in maniera favorevole dai cittadini, quando, all’epoca, si procedette ai lavori di sistemazione dei giardini comunali, perché costituivano un’atmosfera suggestiva e decorosa.

Con il passare degli anni, però, le due vasche, forse a causa degli impianti inadeguati o della scarsità d’acqua che ne bloccarono il funzionamento sono diventate strutture murarie inanimate, private della loro destinazione d’uso. A completare l’opera di degrado, non tanto gli agenti atmosferici che hanno imperversato in questi decenni, quanto l’azione devastatrice dei vandali che, con le loro continue incursioni, sono arrivati perfino a smurare alcune pietre gettandole nelle zone adiacenti.

“Porto spesso il nipotino all’ex Giolli per usufruire dell’altalena – ha riferito il dinamico nonno Mario – e in diverse circostanze sono stato costretto a rimuovere dall’area giochi, delle grosse pietre asportate dalla vicina fontana oppure dal manufatto con sentiero e scalette, dove prima si ergeva un maestoso tiglio”.

“Non è possibile consentire il ripetersi di atti delinquenziali – è stato il commento di Camillo Ludovico – mirati a creare disagio alla città e alle istituzioni con una specie di sfida continua. Occorre assicurare alla giustizia quanti credono di potere impunemente agire da teppisti in una città che, invece, vuole crescere e progredire nella legalità”.

roberto cestarelli
fonte:correiereadriatico.it

Forlì-Cesena: Contro il Degrado urbano, gioco di squadra

Logo RILFEDEUR

Grazie all’impegno della Provincia, diversi enti del territorio hanno scelto partecipare al progetto del Piano Telematico Rilfedeur, finalizzato all’uso delle nuove tecnologie da parte dei cittadini e dei vigili per migliorare le attività di rilevazione dei fenomeni di degrado Il progetto Rilfedeur (Rilevazione dei fenomeni di degrado urbano), nato nell’ambito delle passate programmazioni del Piano Telematico dell’Emilia-Romagna, è promosso per ampliare e migliorare l’operato delle polizie municipali nella rilevazione e nella gestione dei fenomeni di inciviltà e degrado urbano. Il progetto poggia sull’idea che i cittadini possono collaborare con le polizie municipali per contrastare questo tipo di problemi, e che le nuove tecnologie digitali e di rete possono amplificare le opportunità di collaborazione in tal senso. Partendo da questi presupposti, il sistema informatico alla base del progetto permette di segnalare guasti, malfunzionamenti e altri fenomeni di degrado servendosi di tre canali principali: via telefono, con chiamate dirette da parte dei cittadini alle polizie municipali; via e-mail o via web, sempre attraverso segnalazioni dirette da parte dei cittadini; e infine con rilevazioni e segnalazioni inviate con appositi palmari da parte dei vigili di quartiere. Le segnalazioni vengono quindi controllate dagli operatori delle polizie municipali e, una volta verificatane l’attendibilità, mappate sulla cartografia digitale del sistema e prese in carico, con una comunicazione tempestiva dell’avvio delle operazioni di risoluzione del problema inviata agli autori delle segnalazioni. La Provincia di Forlì–Cesena ha promosso la diffusione del progetto presso gli enti e le associazioni del territorio, proponendo a tutti i sindaci un modello unico di applicazione del sistema. In aggiunta, a partire dallo scorso aprile, l’ente ha anche gli strumenti del sistema presso la propria Polizia provinciale. A seguito di questa promozione, il Comune di Cesenatico e l’Unione dei Comuni del Rubicone sono state le prime amministrazioni che hanno scelto di aderire al progetto, e in questi giorni sono partite le attività di formazione rivolte agli agenti delle loro polizie municipali per l’utilizzo del nuovo sistema informatico. Altri 13 enti del territorio (Comuni di Bagno di Romagna, Borghi, Cesena, Longiano, Montiano, Roncofreddo, Sarsina, Sogliano al Rubicone e Unione Montana Acquacheta–Romagna Toscana) hanno inoltre manifestato di recente la propria adesione formale al progetto e a breve cominceranno a loro volta a usare il sistema e i suoi strumenti.

per maggiori info:

http://www.regione.emilia-romagna.it/wcm/sicurezza/sezioni/LETECNOLOGIEPL/rilfedeur.htm 

fonte: http://www.regionedigitale.net

La scuola fai da te: arrivano gli studenti imbianchini

imbianchino

Tempi dura per la scuola pubblica: diminuzione dell’orario, supplenze non garantite, classi in sovrannumero, penuria di bidelli e di carta igienica. Cosa fare quindi, se la struttura scolastica necessita di manutenzione ordinaria e mancano i fondi per far fronte alle più piccole spese? Di sicuro la risposta data dagli studenti del liceo Cornelio Tacito di Roma è quella più costruttiva e degna di plauso.

Un centinaio di studenti del triennio, autorizzati dalla Preside, Giuliana Mori, si sono, su propria iniziativa, improvvisati imbianchini e hanno ritinteggiato  in sole due settimane, e con un ottimo lavoro, le pareti delle loro aule. Un esempio civico da emulare e che, in tempi di crisi, diffonde un nuovo modello, quello della “scuola fai da te”.

Ci siamo divisi i compiti e, insieme, abbiamo lavorato benissimo”, hanno dichiarato.  Per far fronte ad eventuali rischi e per assicurare gli alunni impegnati nell’opera, la scuola ha anche istituito il “Progetto Decoro“, coordinato da una professoressa di Storia dell’Arte e inserito nel piano dell’offerta formativa della scuola. Insomma ragazze e ragazzi che tengono alla loro scuola e si mobilitano per far fronte alle esigenze che, in base al dettato costituzionale, dovrebbero invece essere garantite dalle istituzioni, hanno molto da insegnare.

fonte:virgilio.roma